Territorio

La nostra Sicilia, la regione più estesa d’Italia,
allunga lo stivale e si fa protagonista nel Mediterraneo.

Domina di fatto la scena internazionale: luogo di approdo e di partenza per i “cervelli”, in arrivo e – purtroppo – in fuga. Colline, pianure, mari e monti, il nostro territorio è speranza per noi e per chi ha ancora la voglia di crederci. Dal basso, con impegno, passione e pragmatismo, abbiamo l’opportunità di fare da locomotiva per l’Italia e l’Europa tutta.

La nuova geografia brilla nel luogo più a sud: la punta di Siracusa, che guarda al mondo e al suo futuro. Il territorio siracusano si estende per 2.109 chilometri quadrati, conta 21 comuni e circa 400 mila persone.  La nostra provincia è attrice di commedie e tragedie. Il progetto che lanciamo sceglie con coraggio di metabolizzare la tragedia per farne commedia, per creare un legame composto e lungimirante di progresso territoriale.

Noi ci siamo, siamo pronti e scegliamo di rimboccarci le maniche per coltivare il nostro territorio.

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

La rete stradale e autostradale esige, per una migliore funzionalità ed efficienza, la fusione di CAS e ANAS. È necessario avviare una seria riforma delle Province migliorando la progettazione per evitare il rischio di varianti ed è cruciale attenzionare la stipula dei contratti.

Una prima azione in materia portuale riguarda la qualificazione dei porti come ZES: Zone Economiche Speciali. Inoltre è fondamentale pianificare il rilancio per il porto turistico di Siracusa con coinvolgimento di investitori privati e sviluppare il settore della crocieristica.

Indispensabile infine potenziare la rete stradale e i collegamenti tra i capoluoghi di provincia, i porti e gli aeroporti.

Per farlo si possono utilizzare i fondi europei e stimolare gli investimenti privati. Rivedere il funzionamento degli uffici tecnici degli enti locali e vincolare le amministrazioni a prevedere in bilancio fondi di rotazione per le progettazioni. Attivare una politica regionale che sia un interlocutore forte e credibile.

AMBIENTE E TERRITORIO

I cambiamenti climatici nel corso dell’ultimo secolo hanno fatto registrare un aumento delle temperature e un progressivo fenomeno di desertificazione del territorio. La Sicilia è la regione in cui i dati appaiono più allarmanti, sfiorando il 70% di aree interessate. I bacini, per la carenza di pioggia, si svuotano. Il territorio, debilitato dal disboscamento dovuto all’azione degli incendi o della cementificazione, subisce smottamenti, valanghe e alluvioni; il clima dal tipo mediterraneo si sta lentamente trasformando in tropicale. È necessario quindi pianificare i prossimi vent’anni in funzione della variabile climatica.

Le risorse energetiche rinnovabili e non rinnovabili sono oggetto di promozione per valorizzare il nostro territorio senza alcun danno previsto o prevedibile. È certo che le fonti bianche di energia creano posti di lavoro promuovendo tecnologie energetiche più disponibili nel territorio con studi volti all’individuazione dei siti più idonei.

La Sicilia, la nostra bellissima isola, urge una riorganizzazione del ciclo di gestione dei rifiuti. È fondamentale coordinare le esigenze della nostra provincia con le restanti otto per pianificare una attività comune di riciclo e sfruttamento energetico dei rifiuti. I nostri scarti possono (per la maggior parte) essere tradotti in energia e nuova materia. Creiamo materia dal letame, facciamolo ora e facciamolo sempre.

Il nostro ambiente conta uno dei poli industriali più grandi d’Europa, nella nostra terra, che solo di servizi non può vivere, crediamo nell’industria sana. Gli stabilimenti come luoghi di lavoro atti al rispetto del territorio per il tramite di politiche non inquinanti ma di bonifica.

Infine, le risorse boschive sono fonte di ricchezza. Dai boschi è possibile ricavare reddito, sia dalla loro gestione in chiave turistico-ambientale sia per la produzione di energia pulita dalle biomasse.

PERIFERIE

La dispersione scolastica nelle periferie risulta essere, ancora oggi, una nota dolente della nostra società. Troppo spesso i bambini che vivono disagi familiari sono poco seguiti e lasciati a sé stessi. È una priorità sviluppare il concetto di cultura costruito intorno alle necessità sociali per condurre ogni singolo fanciullo allo stesso (elevato) livello di sviluppo cognitivo e conoscitivo. La  “scuola a tempo pieno”  può essere una soluzione per i bambini che necessitano di essere seguiti con maggiore attenzione, attivando inoltre un doposcuola gratuito presso gli istituti.

Numerose sono le famiglie che vessano in situazioni di povertà, è questo il contesto  che potrebbe cadere nel rischio esclusione sociale. Numerose famiglie affrontano gravi difficoltà negli ultimi giorni del mese, allo scadere del quale anche acquistare i beni di prima necessità diventa un problema serio e reale, alcuni non godono nemmeno di una fissa dimora.

I comuni virtuosi che fattivamente, si fanno carico del tema della povertà, meritano incentivi ed aiuti per portare a compimento un miglioramento delle condizioni economiche di chi si trova in situazioni di disagio. È funzionale lavorare in collaborazione con le associazioni che sul territorio ottemperano alle suddette problematiche per arrivare insieme all’obiettivo comune di rilancio sociale.

BENI CULTURALI E ATTRATTIVI

I beni culturali costituiscono un luogo strategico di crescita e sviluppo, sia economico sia sociale. L’enogastronomia, la letteratura, l’arte, il turismo, le bellezze culturali e artistiche sono un patrimonio dal valore incalcolabile per la nostra comunità.

Il paesaggio deve essere mantenuto nella sua bellezza naturale e stimolato nella sua attrazione turistica. La protezione dei beni culturali deve agire in attivo per il tramite di soggetti competenti e consapevoli anche del valore assoluto del territorio indipendentemente dalla sua funzione (anche) turistica.

Attrattori culturali consapevoli del valore senza prezzo e senza profitto dei beni culturali.

È fondamentale attivare buone pratiche di contrasto all’inquinamento ambientale per evitare che parchi, riserve e zone archeologiche risentano dell’aria contaminata. Sfruttare l’opportunità di creare nuove collocazioni di lavoro lì dove i beni culturali stimolano il circolo economico.

La Sicilia dei borghi, dell’artigianato, del chilometro zero promuove il made in Sicily che ci fa protagonisti nel mondo. Noi siamo la Sicilia, è un vanto, un orgoglio.

Baarìa, Malena e Montalbano sono esempio del nostro motto cinematografico del Mondo, non siamo un luogo sperduto del mondo.
Siracusa, il teatro greco del mondo.

SANITÀ

È necessario ottemperare all’urgenza di garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini. In Sicilia la Regione spende circa 9 miliardi l’anno per assistenza sanitaria.

Il Presidio Territoriale di Assistenza può essere una soluzione ottimale per migliorare il servizio sanitario in Sicilia. I PTA costituiscono un nuovo metodo organizzativo che pone l’utente al centro del sistema, individuando soprattutto il target del cosiddetto “Paziente fragile” (cronicità, disabilità, minori, anziani, ecc).
Rappresentano il punto di accesso privilegiato alla rete territoriale, sono dotati o connessi con il Centro Unico di Prenotazioni (CUP). Il capitale economico necessario per mantenere sul territorio il presidio è certamente inferiore a quello che bisognerebbe per gli Ospedali in toto operativi.

La mala sanità investe la spesa ma anche le scelte: abortire in Sicilia è più difficile che altrove.

Nel Lazio le buone pratiche hanno dato il via ad un bando per assumere esclusivamente medici non obiettori di coscienza presso l’ospedale San Camillo di Roma per il servizio di interruzione volontaria di gravidanza. In Sicilia le difficoltà sono molteplici: i medici obiettori di coscienza sono 87,6%

Le strutture che offrono il servizio di interruzione di gravidanza nella nostra regione? Solo il 50%

È cruciale intervenire sul sistema dei Pronto Soccorso, attenzionare il problema delle strutture più periferiche al fine di assicurare risposte terapeutiche sicure, efficaci e tempestive su tutto il territorio regionale.

EUROPA

Noi siamo Europa, la porta dal basso, passaggio verso l’intero continente e l’Unione degli Stati. Le start-up made in Sicily possono migliorare in termini di risultati e reperimento fondi se una politica sull’innovazione è condivisa e soprattutto dotata dei mezzi necessari.
Per questo motivo l’apertura di un Ufficio Europa può essere quello strumento d’ausilio pratico e organizzativo per partecipare ai bandi europei con maggiori possibilità di successo.

Siamo l’Europa che accoglie e tende la mano, la nostra voce merita ascolto. Non è dovuto urlare, alzare la voce, sono le nostre idee e proposto che devono strepitare innovazione, progresso, futuro, originalità. Se siamo capaci di renderci indispensabili perché unici ed efficaci non saremo noi a chiamare e cercare aiuto, saremo allora quelli che saranno chiamati perché validi e fruibili in una visione utopica di territorio e comunità che utopica non sarà più.